Da anni in Italia si parla di “mismatch” tra domanda e offerta di lavoro.
Le aziende dichiarano di non trovare personale qualificato, mentre migliaia di professionisti faticano a trovare opportunità adeguate.
Secondo i dati ufficiali del sistema informativo Excelsior di Unioncamere
👉 https://excelsior.unioncamere.net
oltre il 40% delle imprese italiane segnala difficoltà nel reperire figure professionali.
Anche ANPAL conferma il fenomeno:
👉 https://www.anpal.gov.it
Eppure, fermarsi qui significa non capire davvero il problema.
Il vero nodo: criteri di selezione fuori dalla realtà
Il cosiddetto mismatch lavoro non è solo una questione di competenze mancanti.
È, sempre più spesso, una questione di criteri di selezione inefficaci.
Oggi molte aziende impostano la ricerca del personale su parametri rigidi:
- Laurea obbligatoria (anche quando non necessaria)
- Inglese fluente (anche per ruoli locali)
- Età implicitamente limitata
- Percorsi professionali lineari
Questi criteri non migliorano la selezione.
👉 La restringono.
E soprattutto escludono una categoria di professionisti estremamente pericolosa…
perché funziona:
- chi ha esperienza reale
- chi ha già generato fatturato
- chi conosce il mercato sul campo
Il filtro invisibile dei recruiter
Un aspetto ancora più critico è questo:
👉 molte aziende non vedono nemmeno i candidati migliori.
Perché?
Perché incaricano recruiter e HR di filtrare a monte:
“Non presentarmi profili senza laurea”
“Non presentarmi persone sopra una certa età”
“Non presentarmi chi non parla inglese”
Il risultato è semplice:
il decisore finale non entra mai in contatto con il valore reale.
Il caso reale (e diffusissimo)
Esistono migliaia di professionisti che:
- non sono laureati
- non parlano inglese fluentemente
- hanno oltre 50 anni
Eppure:
- hanno costruito fatturati
- sviluppato reti vendita
- aperto mercati
- gestito clienti complessi
👉 Queste persone oggi vengono scartate automaticamente.
Non perché non funzionino.
Ma perché non rientrano nei filtri.
Il paradosso del mercato del lavoro italiano
Mismatch lavoro: il vero problema non sono i candidati, ma come le aziende li cercano.
Le stesse aziende che:
- lamentano carenza di personale
- pubblicano annunci continui
- dichiarano difficoltà nel trovare figure
sono le stesse che:
👉 escludono sistematicamente chi potrebbe risolvere il problema.
La deriva degli annunci “fantasma”
Negli ultimi anni si sta diffondendo una pratica sempre più frequente:
👉 la pubblicazione di annunci senza reale intenzione di assumere.
Le motivazioni?
- testare il mercato
- raccogliere CV
- creare percezione di crescita
- mantenere attiva la pipeline
Questa pratica ha conseguenze pesanti:
1. Distruzione della fiducia
I candidati migliori smettono di candidarsi.
2. Abbassamento della qualità media
Rimangono solo profili deboli o disperati.
3. Degrado delle piattaforme
LinkedIn rischia di trasformarsi da strumento professionale a contenitore rumoroso e inefficace.
Il problema vero: state cercando nel modo sbagliato
Il punto è semplice, ma scomodo:
👉 non vi mancano le persone
👉 vi manca il metodo per selezionarle
State cercando:
- titoli invece di risultati
- certificazioni invece di competenze reali
- percorsi perfetti invece di capacità operative
Il costo nascosto di questo errore
Questo approccio ha un costo enorme, spesso invisibile:
- mesi di ricerca inutili
- perdita di opportunità di mercato
- ritardi nello sviluppo commerciale
- erosione dei margini
E soprattutto:
👉 perdita di tempo strategico
L’approccio corretto (che poche aziende adottano)
Le aziende che funzionano davvero fanno una cosa diversa:
- guardano ai risultati, non ai titoli
- valutano l’impatto, non il percorso
- cercano chi risolve problemi, non chi “sta bene nel CV”
Il ruolo del modello FIGITALE
Nel contesto attuale, dove fisico e digitale convivono, serve una nuova figura:
👉 qualcuno che sappia integrare commerciale, canali e strategia
Il modello FIGITALE nasce proprio per questo:
- unire vendite offline e online
- controllare pricing e distribuzione
- evitare conflitti tra canali
- mantenere il controllo del cliente
Una riflessione per CEO, HR e Sales Manager
Mismatch lavoro: il vero problema non sono i candidati, ma come le aziende li cercano.
Prima di pubblicare l’ennesimo annuncio, chiedetevi:
👉 state davvero cercando la persona giusta
👉 o state cercando il candidato “perfetto sulla carta”?
Perché sono due cose molto diverse.
Conclusione
Dopo 30 anni nel commerciale, una cosa è evidente:
👉 le aziende che crescono non sono quelle che trovano le persone perfette
👉 ma quelle che riconoscono il valore reale
🚀 CALL TO ACTION
Se la tua azienda:
- fatica a trovare figure commerciali valide
- ha canali disorganizzati
- non riesce a crescere come potrebbe
allora il problema non è il mercato.
📩 È il modello.
E si può risolvere.