Introduzione
Trovare clienti è l’illusione più perniciosa che blocca centinaia di aziende ogni giorno. Se credi nel tuo business, non puoi pretendere che io – come consulente – crei il tuo business GRATIS e poi ti venga pagato a provvigioni solo se il fatturato emerge. In questo articolo ti dimostro come il concetto di “trovare clienti” sia sbagliato, filosoficamente e commercialmente. Ti spiego cosa significa “marketing” vs “vendite”, perché i clienti siamo noi tutti, e come la filosofia figitale cambia le regole del gioco.
Indice
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Il cortocircuito del “clienti a provvigioni”
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Filosofia: chi siamo davvero quando siamo clienti
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Marketing vs vendite: ruoli distinti ma interdipendenti
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Esempi reali di up selling e cross selling + brand awareness
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Il modello figitale: presenza ovunque, servizio continuo
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Perché pagare a provvigioni è un errore strategico
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Come costruire un’azienda che non dipende da qualcuno che “ti porti clienti”
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Conclusione e call to action
1. Il cortocircuito del “clienti a provvigioni”
Molte aziende chiedono: “voglio che mi porti clienti, e ti pago solo se produco”. È come dire: “voglio che tu costruisca la mia casa, dipendi solo dall’affitto che ne ricavo, se non affitto nulla, niente paga”.
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Si delega l’intera responsabilità del business ad altri, senza investire in marketing, in visibilità, in strategia.
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Si vive sul desiderio che qualcuno “trovi clienti”, piuttosto che su costruire condizioni affinché i clienti scegliano spontaneamente.
Questo modello può anche funzionare in casi particolari, ma è fragile: se la tua azienda non è performante (prodotto, prezzo, distribuzione, servizio), non ci sarà provvigione che tenga.
2. Filosofia: chi siamo davvero quando siamo clienti
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Da sempre, la filosofia ha indagato l’identità: siamo tutti clienti, ogni volta che desideriamo, scegliamo, paghiamo.
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Società contemporanea: consumismo, aspettative, reputazione. Nessuno è esente.
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Cliente non è solo colui che compra: è chi percepisce, valuta, sceglie.
Quando dici “trova clienti”, stai implicitamente dicendo “credi che io non sia visibile e che nessuno sappia di me”.
3. Marketing vs vendite: ruoli distinti ma interdipendenti
Marketing: crea visibilità, costruisce brand awareness, genera interesse. Fa in modo che i clienti ci conoscano, capiscano chi sei, perché sceglierti.
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Strategie di SEO, content marketing, social, branding.
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La brand awareness è fondamentale: secondo SeoZoom, più alta awareness significa che il tuo brand sarà menzionato nei “considered set” dei clienti. SEOZoom+1
Vendite: prendono quell’interesse e lo trasformano in acquisto. Seguono dopo il marketing. Le vendite fanno up selling, cross selling, perfezionano il valore.
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Senza un marketing forte, vendite dispendiose, costose, inefficienti.
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Senza vendite che chiudono, marketing resta solo “rumore”.
4. Esempi reali: up selling, cross selling, brand awareness
Up selling e cross selling
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Cross-selling: offrire prodotti/servizi complementari dopo che il cliente ha acquistato qualcosa. Ad esempio, un cliente che compra un laptop può essere proposto custodia, mouse, estensione garanzia. Salesforce+2valerio.it+2
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Up selling: proporre una versione superiore del prodotto/servizio che il cliente già aveva in mente, magari con più funzioni o migliori condizioni.
Queste strategie permettono di aumentare il valore medio di ogni cliente esistente, con costi inferiori rispetto ad acquisire nuovi clienti. valerio.it+1
Brand awareness
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È il grado di conoscenza e riconoscimento del tuo marchio da parte del pubblico target. Se il brand non è nella mente del cliente, non può essere scelto. SEOZoom+2humananalytica.it+2
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Strategie: SEO + content marketing + visibilità offline/digitale. Esempi reali: aziende che ogni anno investono in contenuti, conferenze, PR, storytelling per essere ricordate.
Caso concreto
Immagina un’agenzia di consulenza che offre “trovo clienti per te”, con provvigioni. Se quel business non investe prima in marketing (contenuti, branding, visibilità), non può differenziarsi. Poi vende servizi di “trovare clienti” ad altri, creando un effetto a catena di debolezza: tutti dipendono da qualcuno che dovrebbe farsi carico gratis di creare visibilità.
5. Il modello figitale: presenza ovunque, servizio continuo
“Figitale” non è solo fusione tra fisico e digitale: è mindset.
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Presenza online: sito, SEO, contenuti, social, ads.
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Presenza fisica se serve: fiere, eventi, networking.
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Servizio sempre: follow up, customer service, feedback, comunità.
Quando sei figitale, il concetto di “cliente che mi deve essere portato” perde senso: i clienti ci sono già, solo che tu non hai costruito le condizioni perché ti scelgano.
6. Perché pagare a provvigioni è un errore strategico
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Rischio di dipendenza: l’azienda resta passiva; se il consulente non performa o non investe visibilità, nessun risultato.
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Margini ridotti: chi accetta solo provvigioni spesso chiede percentuali altissime, e il rischio è che i margini ti si erodano.
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Scarso controllo: non controlli bene le fonti, i metodi, la qualità del “clienti trovati”.
7. Come costruire un’azienda che non dipende da qualcuno che “ti porti clienti”
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Definisci bene la Unique Selling Proposition: cosa offri che nessuno offre come te.
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Investi in marketing da subito: contenuti, branding, SEO.
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Forma un team vendite capace di fare cross selling e up selling.
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Misura KPI: brand awareness, traffico organico, tassi di conversione.
8. Conclusione e call to action
Se sei arrivato fin qui, imponiti di ripensare il tuo modello di business: non puoi credere che il valore lo crei qualcun’altro per te e che tu paghi solo in base agli incassi futuri.
👉 Se credi davvero nel tuo progetto, contattami: costruiamo insieme una strategia figitale che non dipenda dalle illusioni.
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📧 luca@lucamarchese.it
🌐 lucamarchese.it/contatti
Fonti ufficiali utili
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“Brand awareness: definizione, significato, valore e strategie SEO” — SeoZoom SEOZoom
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“Up selling e cross selling: guida pratica completa” — Valerio.it valerio.it
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Salesforce, guida al cross-selling Salesforce