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Quali sono le cause per le quali l’E-commerce in Italia stenta a partire come nel resto del mondo ?

Ciao Amici, oggi vorrei Sfatare una sensazione che comunque non invalida il grande fenomeno commerciale dei nostri tempi dando qualche numero sui volumi dell’e-commerce in Italia e commentandoli con voi in relazione ai numeri mondiali .

L’e-commerce in Italia vale 23,6 miliardi nel 2017, in crescita del 17% rispetto l’anno precedente e Il valore degli acquisti dei prodotti supera per la prima volta quello dei servizi infatti gli acquisti online di prodotti è pari a 12,2 miliardi e crescono del 28%.

Il commercio elettronico cresce nel nostro Paese ma rimane un settore poco dinamico se confrontato con quello di altri Paesi il nostro, già da un’indagine di Eurostat relativa al 2016 sembrava essere uno dei fanalini di coda dell’Europa per quanto concerne le vendite online e le cose stanno cambiando ma con percentuali di crescita molto basse .
Nel 2017 si stima che il valore generato dagli acquisti online nel mondo superi i 2000 miliardi di euro. I principali mercati sono Cina, con 750 miliardi di euro (14% di penetrazione dell’online sul totale retail), USA con 550 miliardi di euro (15% di penetrazione) ed Europa con 500 miliardi di euro (9% di penetrazione). In Europa i paesi dove l’e-commerce è più maturo sono UK (100 miliardi di euro e 19% di tasso di penetrazione), Germania (75 miliardi e 14%) e Francia (65 miliardi e 12%). Se da un lato sempre più consumatori (circa1,5 miliardi a livello mondiale) acquistano online, dall’altro sempre più operatori si avvicinano all’e-commerce, non senza incontrare difficoltà.
Ma quali sono i fattori che frenano la scalata dell’E-commerce ? La Diffidenza? L’ignoranza digitale? L’età media? L’offerta?
Una cosa che possiamo dire è che il governo Italiano ci è sempre sembrato estraneo alla tecnologia e più attaccato ai fattori certi i come luoghi fisici nei quali è più semplice ricavare tasse e risorse, questo ha portato da un lato alla vessazione fiscale dei Retail e dall’altro lato ha fatto mancare attenzione al commercio elettronico Italiano .
Un altro fattore che mi sento di evidenziare è che questa morbosità dello Stato di perseguire chiunque in Italia produce ricchezza ha portato l’effetto contrario agevolando operatori internazionali che hanno aggirato il problema mantenendo sedi fiscali in paesi compiacenti.
In effetti, se parliamo della sola vendita di prodotti e nel dettaglio di consumer electronics, gli operatori che hanno un fatturato sensibile sopra i 15milioni credo si possano contare nelle dita di una mano, anomalia tutta Italiana .
Inoltre non sottovaluterei il fattore di calcolo del mercato, cioè come viene calcolato il fatturato dell’E-commerce ? il Marketplace in quali statistiche rientra e come viene gestito ?
Molti operatori infatti sviluppano una percentuale predominante del loro fatturato tramite altri siti che inglobano le loro vendite lasciando un velo di mistero sulla statistica di quel fatturato.
In conclusione siamo certi che l’E-commerce vivrà molti anni ancora di crescita esponenziale, ma ci piacerebbe che il mercato diventi più variegato e fornisca più scelta di operatori sani, limpidi, corretti e Italiani !
Grazie a domani

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